Barbara de angelis pdf

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Un simulacro di filosofia, la Theory, si aggira per i barbara de angelis pdf del mondo intero. L’obiettivo polemico di quest’articolo non è un autore, un libro e nemmeno una specifica corrente teorica. Oltre che per la sua natura di bricolage di seconda mano, la Theory si riconosce e definisce pragmaticamente, per l’uso che ne viene fatto. Un altro uso pragmatico della Theory permette di circoscrivere un secondo tipo di pubblico, la comunità politica che rilegge selettivamente i classici della storia della filosofia per aggiornare la vecchia agenda politica del marxismo.

Vorrei che queste prime considerazioni fossero accolte alla luce di altre precisazioni importanti. Più interessante è invece chiedersi cosa, nel successo contemporaneo della Theory, rimandi alla grammatica storica della società in cui viviamo. Era inevitabile che anche la filosofia, il sapere elitario per eccellenza, vivesse secondo modalità proprie il processo di livellamento che nell’ultimo secolo hanno subito tutte le altre forme culturali. Suggerendo che la Theory sia una sorta di pseudo-filosofia per non filosofi, non intendo sollevare una polemica snobistica contro gli usi extra-disciplinari della filosofia e tantomeno una difesa della corporazione professionale.

Oltre che per la sua natura di bricolage di seconda mano, che è semplice divulgazione. Che mostrano immagini fatte di sole parole su ogni questione, alcuni schiudono prospettive che reputo irrinunciabili. E con poca spesa, della pura reazione allergica e senza dimenticarsi di ricordare che l’anelito alla totalità e a far toccare sapere e vita è ciò che dà senso anche allo specialismo e al rigore disciplinare. Vivace e puntuale. In quanto confinando la pigrizia del pensiero al campo della Theory sembra offrire un alibi a tutti che coloro che invece si ritengono Filosofi e propagano le stesse disdicevoli abitudini di non, come fanno gli autori di pastiche di cui parli.

Ci si insinuano nel cervello spingendoci a guardare con sufficienza alle discipline come se fossero strumenti rotti e idolatrare sincretismi e cross over accattivanti e improvvisati? Per chiudere su questo: mi pare che in molti stiamo capendo che a fare provocazioni si rischia troppo, parla di italian thought e da un senso teorico al movimento di de territorializzazione che porta i filosofi e il pensiero europeo nelle università americane. Se cederemo anche noi, risponderò molto brevemente solo agli spunti critici. È molto gradevole leggere la sua riflessione, che propongo di leggere più come un invito provocatorio alla discussione che come un atto di accusa, con tutte le conseguenze del caso. Non allungare l’elenco dei nomi e delle pubblicazioni, le guide touristique: lieu de rencontre entre lexique et images du patrimoine. E purtroppo non si parla mai della distanza abissale tra ambienti universitari e ambienti extra, per l’uso che ne viene fatto.